Oggi che si festeggia la Liberazione dell’Italia riflettevo sull’esortazione del presidente della Repubblica che invita ad essere vigili e lottare contro tutte le nuove forme di autoritarismo. Penso che abbia assolutamente ragione. A lungo abbiamo pensato che la libertà e i diritti conquistati fossero ormai un dato di fatto, messi al sicuro, ma non è così. C’è sempre il pericolo che questi vengano conculcati, soprattutto nei periodi di crisi e smarrimento come sono gli anni in cui viviamo. Chi ha, infatti, interesse ad aumentare il proprio potere o a mantenerlo utilizza lo strumento della paura per far sì che le persone agiscano guidate unicamente dall’emotività e non anche dalla razionalità (ne parla in modo molto efficace il premio Nobel per la pace Al Gore nel libro “Assalto alla ragione”) al fine di far accettare loro il restringimento sempre maggiore dei propri diritti e delle proprie libertà in cambio di presunte maggiori sicurezze e certezze. Penso ai diritti umani primari, alla libertà di espressione del pensiero, al diritto alla riservatezza, ai diritti dei lavoratori, al rispetto della pluralità di manifestazione delle fedi e di chi non crede. Per questo è importante essere coscienti dei propri condizionamenti e riuscire ad esprimere un pensiero autonomo e libero anche se questo va in controtendenza. L’unico modo per combattere i nuovi autoritarismi è rifiutare le parole di chi usa il linguaggio della paura, politico o religioso che sia, di chi si propone come l’incarnazione del Bene Assoluto, di chi afferma certezze indiscutibili, ma spesso false, ed utilizzare l’arma del dubbio, consapevoli che la verità raggiungibile è sempre complessa e parziale.
Cinesi a Torino
Dopo le prime due settimane di stage sono qui nuovamente per ragguagliarvi a tale proposito. La prima settimana l’ho passata a confezionare scatole partendo dalle sagome di cartone già “scantonate” utilizzando la macchina incollatrice e rivestendole con le carte natalizie (davvero belle: ha ragione Branda). Mi ha seguito Veronica, una nostra ex collega delle Scuole San Carlo, che lavora lì ormai da quattro anni. La seconda settimana ho avuto una gradita sorpresa: è arrivata Anna, in seguito allo spostamento di Branda, e so che rimarrà a fare lo stage con me per tre settimane (a proposito: dopo di lei arriverà forse Gianmatteo a farmi compagnia?). Con Anna abbiamo iniziato a restaurare una montagna di tomi della biblioteca della Facoltà di Scienze Giuridiche. Il primo impatto è stato abbastanza traumatico per l’approccio diverso al restauro, molto sbrigativo nei modi e nei tempi, un po’ stile catena di montaggio tanto che ormai non sono più io il solo cinese, ma anche Anna ha iniziato ad assumere i tipici tratti cinesi: pelle gialla e occhi a mandorla. So però da fonti certe che c’è qualcuno che ci sta preparando due permessi di soggiorno falsi in vista della nostra fuga (vero Valentina?).
L’arcano svelato
Oggi finalmente Valentina ci ha svelato dove andremo a finire per lo stage. Sono molto contento della mia destinazione e così mi sembra sia anche per tutti gli altri. Anna e Gianmatteo andranno da Cartabella e Alkaest, subito ribattezzati Clarabella e Alkaseltzer; Brandali andrà anche lei da Clarabella a “fare le scatole”; Marco e Cristian, ormai inseparabili dopo il lavoro di gruppo sui libri del partigiano Giachino, andranno insieme nella prestigiosa Bottega Fagnola, che potrebbe essere rinominata Fagnana; Sara partirà da sola per la lontana Asti da Vinai, ma ci impiegherà anche meno tempo di quelli che rimarranno in città; io infine andrò presso l’Emporio (non Armani, che usa stoffa, ma) Carta che si occupa di legatoria e cartotecnica. Sono contento di questa scelta perchè mi piace la legatoria ed, inoltre, questo luogo è incredibilmente vicino a casa mia: per arrivarci da casa mia ci impiegherò circa un quinto del tempo necessario a raggiungere le Scuole San Carlo e l’idea di trascorrere una minore quantità di tempo tempo sul 18 non mi dispiace affatto, dati i rapporti non sempre sereni tra il sottoscritto e la suddetta linea di trasporti urbani.
Un blog anch’io?
Manzoni si rivolgeva ai suoi 25 lettori, ma temo che i lettori di questo blog non arriveranno mai a tale numero. Non avrei mai immaginato di scrivere in un blog, ma questo è, comunque, un’ “esperimento” in un certo senso indotto esternamente e quindi non me la prenderò di certo. Beh… forse è il caso che mi presenti! Sono Carmelo e, per il momento, la mia principale attività è la partecipazione al corso di restauro carta delle Scuole Tecniche San Carlo di Torino. Il nome del blog ha una storia piuttosto complessa: è nato pensando al nome di un vento che avesse un suono melodico, ma in seguito mi sono accorto che non è Eliseo il vento , bensì Aliseo. Ad ogni buon conto ho scoperto che il profeta Eliseo, del quale sfortunatamente conoscevo soltanto il nome, è strettamente legato al Monte Carmelo poichè vi ha soggiornato per una parte della sua vita e perciò, dato che mi piace, posso utilizzarlo a ragion veduta.
Intanto do il benvenuto a chi è capitato da queste parti e rimando al prossimo post.
Ciao mondo!!
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